Paolo Costa | Il Club dei Creativi

Paolo Costa

Presidente & Co-Founder di Betwyll

Fai una domanda!

Da diversi anni lavoro intorno al fenomeno della lettura. Insegno all’Università di Pavia, dove mi occupo di storia e cultura dei nuovi media, e in particolare delle trasformazioni dell’esperienza della lettura nella condizione digitale. Ho fondato l’Associazione Culturale Twitteratura, da cui è nato il progetto Betwyll: una startup che abilita le comunità didattiche e di social reading, offrendo una tecnologia con cui le persone possono leggere insieme, commentare e condividere.

Q&A

Ciao Paolo, raccontaci il tuo lavoro…

Ne ho troppi: faccio l’imprenditore, il manager, il docente universitario. Più tutto il resto.

Quanto conta la creatività nel tuo lavoro?

Conta molto, perché il mondo là fuori è complesso, fluido, imprevedibile. Uno se la cava solo se è capace di strutturare le proprie esperienze e conoscenze in modo sempre nuovo.

Che cosa significa innovazione per te?

È un’attività che si manifesta nelle organizzazioni umane – sovvertendone la missione, l’ordine e le pratiche – in vista di un obiettivo esplicito. Poiché mette in discussione l’assetto precostituito, l’innovazione ha sempre i suoi nemici. Inoltre, ridefinendo i rapporti di potere fra gli attori sociali, può essere più o meno inclusiva.

Quali sono le tue fonti di ispirazione?

I giganti del passato, sulle spalle dei quali mi accomodo riconoscente, per vedere più lontano e cercare di capirci qualcosa. E mio padre.

Quale è stata la tua migliore intuizione?

Sentire, in tempi non sospetti, che la rivoluzione digitale stava arrivando. Era il 1997.

Quando hai capito che quella era “la svolta” per il tuo progetto?

Quando ha sfondato all’estero.

In Italia sono più importanti le idee o gli investimenti?

Purtroppo in Italia, più delle idee, contano spesso le conoscenze “giuste”. Quanto alle idee, esse abbondano, benché minacciate da un conformismo dilagante, che è il grande nemico dell’innovazione. Infine gli investimenti sono ciò che, più di ogni altra cosa, manca.

Qual è il percorso di formazione che raccomanda? In Italia o all’estero?

Ritengo che le scuole – i licei classici e scientifici, in particolare – e le università del nostro paese siano fra le migliori del mondo.

Come la tecnologia ha cambiato il mondo?

Umanizzandolo.

Quale sarà la prossima rivoluzione secondo te?

Quella che verrà (cfr. la risposta alla prossima domanda).

La tua citazione preferita?

«Lasciateci la nostra verità / imperfetta, umiliata / tra la Rivoluzione – che è passata / e quella che verrà.» (Franco Fortini, Per le opere di Isaac Bàbel, in Poesia e errore, 1959)

Broadcast

Il talk di Paolo live il 24.01.2020

Le parole della creatività, in un tweet…

crisi

La crisi è il momento in cui si decide e, per effetto della nostra decisione, si cambiano le cose. Il resto è tragedia.

idea

L’idea è il pregiudizio sul quale abbiamo fatto un lavoro.

accessibilita

L’accessibilità è quella cosa per cui anche un cammello può passare attraverso la cruna di un ago.

comunicazione

In tutto il mondo la comunicazione è costruzione di senso condivisa. Fa eccezione Milano, dove la comunicazione è ciò di cui ci si occupa fra un Negroni e l’altro.

lavoro-sociale

È sociale ciò che esprime la misura di ogni libertà individuale. Com’è dunque che siamo passati dal ‘sociale’ ai ‘social’? Non ci siamo resi conto che stavamo rinunciando a molto di più di una vocale?

cultura

Anche il Festival di Sanremo è cultura. Solo che non lo sa

tecnologia

La tecnologia è un fatto umano, il fatto più umano che ci sia. Pensateci, prima di giudicare l’intelligenza artificiale.

creativita

La cosa che nasce dal nulla si dice miracolo. La cosa che c’è sempre stata, e improvvisamente si osa guardare da un punto di vista nuovo, si dice creatività.

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